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DUDAEV IN AFGHANISTAN: VERITA’ O MENZOGNA?

IL MITO DI DUDAEV

Una delle storie più controverse riguardo i leader della Repubblica Cecena di Ichkeria riguarda il suo primo (e più celebre) presidente, Dzhokhar Dudaev. La sua figura è stata oggetto di attenzioni uguali e contrarie: i suoi oppositori lo demonizzarono, disegnandolo come un piccolo tiranno corrotto, privo di scrupoli morali e lontanissimo dai valori religiosi che dichiarava di possedere. Parimenti, i suoi sostenitori e nostalgici costruirono intorno a lui un mito, esaltandone la figura di campione dell’indipendenza e di paladino della libertà. Certamente Dudaev fu un personaggio eccentrico, dai forti tratti caratteriali, capace di suscitare la più grande ammirazione come la peggior antipatia. Al pari di molti leader nazionalpopolari la sua figura assunse talvolta tratti così peculiari da risultare grottesca, eppure ancora oggi migliaia di ceceni ( e sono solo) lo considerano un punto di riferimento, e in alcuni paesi come l’Estonia (dove prestò servizio militare) e la Turchia lo celebrano intitolandogli spazi pubblici o targhe commemorative.

Tra le tante storie che circolano riguardo a Dudaev, una in particolare ha destato l’attenzione dei giornalisti di allora e degli storici di oggi. Secondo quanto dichiarato nel 1994 dall’allora Ministro della Difesa russo, Pavel Grachev, egli avrebbe operato come Generale dell’Aviazione durante la Guerra in Afghanistan, distinguendosi per lo zelo con il quale avrebbe bombardato le posizioni dei mujahideen (ed i loro villaggi) almeno in due occasioni. Per parte sua, Dudaev negò sempre la sua presenza in Afghanistan, dichiarando che a quel tempo svolgeva i suoi compiti in Turkmenistan, lavorando alla formazione morale ed alla disciplina dei reparti.

Quale fosse il motivo per il quale Grachev rispolverò questa storia è evidente: l’Afghanistan è un paese islamico, e come stava per accadere alla Cecenia, anche l’Afghanistan era stato invaso dalle truppe di Mosca. Presentare Dudaev come un “massacratore di musulmani” era funzionale a indebolire la fiducia dei separatisti nel loro campione. Ma quanto di vero c’è nelle parole di Grachev? D’altra parte, per motivi ugualmente evidenti e di opposto interesse, anche Dudaev aveva i suoi motivi per negare ogni coinvolgimento. Cercheremo, per quanto possibile, di fare luce su questa storia.

Funerali di Dzhokhar Dudaev a Grozny, 25 Aprile 1996

LE PROVE

Gli articoli inerenti questa storia citano un documento ufficiale (che la redazione non è tuttavia riuscita a reperire)  che sarebbe un estratto del fascicolo militare di Dudaev. In questo estratto, corrispondente al periodo 1988 – 1989, sarebbero iscritte tre sortite di bombardamento sulle città afghane di Jalalabad, Ghazni e Gardez, durante le quali sarebbero state sganciate 1160 bombe FAB3000 e 56 bombe FAB1500. Il documento citerebbe anche il tentativo di Dudaev di ridurre al minimo i danni collaterali, onde evitare vittime civili. Una testimonianza indiretta del coinvolgimento del presidente ceceno in Afghanistan ci giunge anche dalla motivazione di uno dei due “Ordini della Stella Rossa” che avrebbe ricevuto durante il suo servizio. Il secondo, il particolare, datato 1989, citerebbe “per l’adempimento del servizio internazionale in Afghanistan”. Precisiamo che la redazione non è riuscita a trovare neanche questa seconda prova documentale).

A supporto della presenza di Dudaev in Afghanistan (oltre alle dichiarazioni di Grachev) c’è anche un’intervista del 2013, rilasciata da un comandante di campo mujahideen operante nella gola del Panshir, Jalaladdin Mokammal, il quale dichiarò in quel frangente che uno dei principali leader della resistenza sovietica, il leggendario Massoud, teneva contatti con alcuni alti esponenti dello stato sovietico, quali Eduard Shevardnadze e Dzhokhar Dudaev, allora in servizio tra le truppe di occupazione presso la base militare di Bagram (circostanza confermata dallo stesso Grachev, il quale avrebbe dichiarato di aver conosciuto proprio là il Generale ceceno). Secondo Mokammal, Dudaev avrebbe preavvisato Massoud dell’arrivo dei bombardieri, sabotando così l’azione di bombardamento che gli era stata ordinata. Se ciò fosse vero sarebbe sì confermata la presenza di Dudaev in Afghanistan, ma il suo ruolo nella vicenda sarebbe addirittura ribaltato. La moglie del Generale, Alla Dudaeva, nella sua agiografia “Million First” parla in un passo della “fiducia” che suo marito riponeva nella leadership afghana pre – talebana, proprio nella figura di Massoud, all’epoca Ministro della Difesa nel governo Rabbani.

Dzhokhar Dudaev nel 1987

Infine ci sono le parole degli storici militari. Una fonte, seppur secondaria, è rappresentata dalle parole dello storico Alexander Suprunov, il quale in uno dei suoi lavori afferma non soltanto che Dudaev avrebbe prestato servizio in Afghanistan, ma che si sarebbe prodigato in prima persona per effettuare i bombardamenti citati dal suo stato di servizio, “sviluppando personalmente una serie di approcci, forme e tecniche per distruggere il nemico dall’aria, usando i mezzi d’attacco dell’aviazione strategica”. La fonte citata sarebbe un documento depositato presso l’archivio dell’aereonautica nel quale si certifica che il Generale (all’epoca Colonnello) avrebbe preso parte attiva alle operazioni sviluppando originali tecniche di combattimento su terreno accidentato. Lo stesso documento (anche in questo caso irreperibile per la redazione) citerebbe circa 600 sortite da parte dell’unità di bombardieri pesanti comandata a quel tempo da Dzhokhar Dudaev.

CONVERGENZE E IPOTESI

Una possibile testimonianza convergente tra le dichiarazioni di Grachev e quelle di Dudaev potrebbe essere quella rilasciata da un sedicente ex sottoposto del Generale, che ora vive in Ucraina. Nell’intervista egli afferma che effettivamente Dudaev si trovava in Turkmenistan, presso la base militare di Mary, e che da qui la sua unità partisse per effettuare le missioni di bombardamento in Afghanistan. Secondo questa fonte Dudaev avrebbe compiuto ben più di tre sortite in territorio nemico, pilotando personalmente il suo velivolo d’attacco al suolo.

Dudaev da giovane in uniforme da pilota

Alla luce delle informazioni a noi pervenute non siamo in grado di stabilire se Dudaev abbia prestato servizio in Afghanistan, se abbia bombardato i mujahideen o se abbia segretamente collaborato con Massoud. Possiamo soltanto tracciare quella che ci sembra l’ipotesi più probabile, ovvero che Dudaev abbia effettivamente operato nello scacchiere afghano, magari da una base in Turkmenistan, che abbia partecipato alle azioni militari, magari limitando al massimo il suo coinvolgimento personale e cercando di evitare vittime tra la popolazione civile, dovendosi destreggiare tra la simpatia per gli afghani, islamici come lui, ed il senso del dovere verso l’Armata Rossa.

I CINQUEMILA GIORNI DI ICHKERIA – PARTE 7 (Novembre – Dicembre 1991)

1 – 2 Novembre

CONFEDERAZIONE DEL CAUCASO – Si riunisce a Sukhumi l’Assemblea dei Popoli Montanari del Caucaso, embrione della Confederazione dei Popoli Montanari del Caucaso. Vengono costituiti un Parlamento ed un Presidium di governo, e promulgata una dichiarazione nella quale si afferma: “I popoli partecipanti dichiarano che intendono agire con spirito di fratellanza, amicizia e cooperazione, con l’intento di sviluppare de rafforzare i legami politici, socioeconomici e culturali tra i Montanari del Caucaso, seguendo i principi di sovranità statale, cooperazione, mutuo sostegno e non interferenza negli affari interni delle repubbliche che rappresentano”.  

2 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Prima sessione del Parlamento della Repubblica. Hussein Akhmadov viene nominato Presidente del Parlamento, Bektimar Mezhidov e Magomed Gushakayev sono nominati vice – presidenti. Il Congresso dei Deputati del Popolo ed il Soviet Supremo Russo dichiarano di non riconoscere il risultato delle elezioni di Ottobre, né le istituzioni nate da esse.

POLITICA LOCALE – Ad Urus – Martan è scontro per il vertice dell’amministrazione cittadina tra l’ex Presidente del Comitato Esecutivo cittadino, Dadaev, e l’ex Presidente del Comitato Cittadino del PCUS, Usamov. Il secondo aveva sostiuito il primo dopo che ad Aprile, il Consiglio Cittadino aveva revocato la carica al primo. Un successivo intervento del Presidium del Soviet Supremo Ceceno – Inguscio lo aveva reintegrato nel ruolo, ma Usamov si oppone alla decisione e si rifiuta di abbandonare l’ufficio.

3 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Il Parlamento vota i primi provvedimenti legislativi: vengono approvati bandiera ed inno nazionale, russo e ceceno sono istituite lingue di Stato, viene decretato lo scioglimento di tutti i gruppi armati ad eccezione di quelli inquadrati sotto la Guardia Nazionale (ufficialmente istituita in questo giorno)

CONFLITTI SOCIALI – A seguito dell’aumentare esponenziale dei crimini comuni, la Guardia Nazionale assume compiti di polizia in affiancamento alle unità del Ministero degli Affari Interni.

Hussein Akhmadov, primo Presidente del Parlamento della Repubblica Cecena.

4 Novembre

RIVOLUZIONE CECENA – Vista la situazione di caos nel quale si trova il paese, la Commissione Elettorale per il rinnovo del Soviet Supremo sposta le elezioni previste per il 17 Novembre all’8 Dicembre. E’ una vittoria dei secessionisti, che in questo modo ottengono il rinvio delle elezioni per il Soviet Supremo e guadagnano tempo per consolidare la loro posizione. Il Presidente della Commissione Elettorale incaricata di organizzare la consultazione, Gerzeliev, conferma che il voto ci sarà, e che si tratta dell’occasione per “avviare il ripristino dell’ordine costituzionale nella nostra repubblica.”

POLITICA ESTERA – Il Presidente della neonata Repubblica di Georgia, Zviad Gamsakhurdia, invia le sue congratulazioni a Dudaev ed al Parlamento appena eletto, e si propone di riconoscere ufficialmente la Cecenia come uno Stato indipendente non appena il parlamento georgiano potrà discutere la sua mozione.

POLITICA NAZIONALE – Il Parlamento costituisce il Servizio di Sicurezza Nazionale, organo di polizia destinato alla protezione degli edifici dello Stato e dell’ordine costituzionale. Eredita le funzioni del dissolto KGB.

5 Novembre

RIVOLUZIONE CECENA – Akhmed Arsanov diffida il Presidente georgiano Gamsakhurdia dal riconoscere la Cecenia e in generale dall’intervenire negli affari interni del paese, generando discordia e scontro politico. La diffida è inviata dal neocostituito Comitato per la Sicurezza e l’Unità della Repubblica Ceceno – Inguscia.

Il Maggior Generale Pyotr Sokolov, comandante della guarnigione dell’esercito federale in Cecenia, dichiara che le forze armate manterranno un atteggiamento neutrale rispetto agli eventi politici in svolgimento nel Paese, e raccomanda alla popolazione di rispettare le esigenze si sicurezza dei suoi uomini. In particolare egli lamenta continue incursioni, talvolta armate, dei depositi dell’esercito e in particolare in quelli del reggimento corazzato di addestramento di stanza a Shali.

Da Mosca giunge la condanna alle elezioni popolari del 27 Ottobre da parte del Vicepresidente del Soviet Supremo russo, Filarov, e del Primo Vicepresidente del Consiglio dei Ministri russo, Lobov. Nel telegramma i due leader dichiarano di essere disposti ad intraprendere tutte le misure previste dalla legge a tutela dell’ordine costituzionale.

POLITICA NAZIONALE – Il Parlamento appena eletto proclama l’interdizione delle attività del Soviet Supremo provvisorio e di qualsiasi altro organismo della dissolta ASSR Ceceno – Inguscia su tutto il territorio nazionale. Inoltre proclama la nazionalizzazione di tutte le strutture, le proprietà ed i beni afferenti all’Unione Sovietica.

Al Ministero degli Affari Interni si tengono negoziati tra i sostenitori del Comitato Esecutivo ed i funzionari del dicastero, con l’obiettivo di garantire la lealtà delle forze dell’ordine alle nuove istituzioni.

CONFLITTI SOCIALI – I rappresentanti della comunità russa in Cecenia annunciano un congresso generale per il 12 Novembre.

6 Novembre

RIVOLUZIONE CECENA – In risposta al rifiuto da parte di Mosca di riconoscere le elezioni popolari del 27 Ottobre, il neoeletto Parlamento emette un appello ai cittadini, nel quale si chiede il loro sostegno contro le ingerenze del governo russo.

7 Novembre

PRIMA CRISI RUSSO/CECENA – Il Presidente russo Eltsin proclama lo Stato di Emergenza in Cecenia. Il Parlamento ceceno ordina la mobilitazione della Guardia Nazionale. Migliaia di persone si radunano nelle piazze delle principali città della Cecenia, volontari armati bloccano le strade e gli accessi ferroviari.

8 Novembre

PRIMA CRISI RUSSO/CECENA- Il Parlamento ceceno concede a Dudaev i pieni poteri, mentre la Guardia Nazionale si posiziona a difesa dei quartieri governativi e circonda la base militare di Khankala, dove presumibilmente atterreranno le forze federali inviate ad arrestare gli insorti. Dudaev proclama la legge marziale e mobilita tutte le forze armate disponibili. Tuttavia il Presidente dell’URSS, Gorbachev, si rifiuta di ordinare all’esercito di occupare la Cecenia, ed anche il Ministro degli Interni, Barannikov, si astiene dall’ordinare un attacco. Le forze russe inviate a Khankala si trovano ben presto in inferiorità numerica e prive di armamento pesante, e non possono avanzare fuori dal perimetro della base. Una folla di sostenitori dell’indipendenza assedia da giorni il palazzo del Ministero degli Interni, chiedendo al personale di mettersi a disposizione della repubblica indipendente.

9 Novembre

TERRORISMO – Un aereo della Aeroflot diretto ad Ekaterinburg viene dirottato da un commando di tre terroristi, tra i quali Shamil Basayev. Il gruppo fa atterrare l’aereo ad Ankara e pretende il ritiro dello Stato di Emergenza in cambio dell’incolumità dei passeggeri.

CONFEDERAZIONE DEL CAUCASO – Il Parlamento si riunisce in seduta congiunta con il Parlamento della Confederazione dei Popoli Montanari del Caucaso (KGNK), organismo pancaucasico sostenitore della causa indipendentista cecena, tra i cui principali rappresentanti vi è Yusup Soslambekov, già animatore del VDP e Deputato al Parlamento.

POLITICA NAZIONALE – Nel tentativo di risolvere la crisi in atto all’interno del Ministero degli Affari Interni, il Parlamento nomina al vertice del dicastero Umalt Alsultanov, ex Ministro degli Interni della RSSA Ceceno – Inguscia. Al dicastero dell’Economia viene inoltre confermato Ministro Taymaz Abubakarov, il quale ricopriva lo stesso ruolo nell’ultimo governo della RSSA Ceceno – Inguscia.

Dudaev presta il giuramento di stato come Presidente della Repubblica. Decine di migliaia di volontari affluiscono nella capitale per assistere alla cerimonia del giuramento e mettersi a disposizione della Guardia Nazionale. Molti di loro sono armati. Il nuovo Presidente della Repubblica appunta Yusup Soslambekov alla guida del neocostituito Ministero della Difesa. Alla notizia di un possibile intervento armato della Russia molti esponenti dell’opposizione democratica si schierano dalla parte di Dudaev.

PRIMA CRISI RUSSO/CECENA – A Grozny la popolazione scende in piazza in massa. Migliaia di volontari, molti dei quali armati, si mettono al servizio del Ministero della Difesa. Un corrispondente della ITAR – TASS definisce il centro di Grozny “un mare umano”.

L’aereo della Aeroflot dirottato ad Ankara dal commando di sequestratori ceceno.

10 Novembre

TERRORISMO – L’aereo della Aeroflot dirottato dal commando terrorista di cui fa parte Basayev atterra senza incidenti all’aereoporto di Grozny. I dirottatori vengono accolti festosamente dalla popolazione. 

PRIMA CRISI RUSSO/CECENA – L’aereoporto Sheikh Mansur viene bloccato dalla Guardia Nazionale, ed è consentito un solo decollo da Grozny verso Mosca, per trasportare una delegazione intenzionata a tenere colloqui con i rappresentanti del Soviet Supremo della RSFSR.

A Mosca il Soviet Supremo della RSFSR discute il Decreto di Eltsin sull’introduzione dello Stato di Emergenza.

POLITICA NAZIONALE – Dudaev nomina Daud Akhmadov, membro del Comitato Esecutivo, rappresentante presidenziale. Alla conferenza stampa di presentazione, il Presidente dichiara che “La Repubblica Cecena sarà uno Stato sovrano e indipendente che costruirà su base paritaria i rapporti con tutti i paesi vicini, compresa la Russia.”

CONFEDERAZIONE DEL CAUCASO – Il Parlamento della Confederazione dei Popoli Montanari del Caucaso (KGNK) indice una mobilitazione generale a sostegno della causa cecena. Il Parlamento della Repubblica vota la costituzione di un Consiglio di Difesa della Repubblica sotto la presidenza di Dudaev.

11 Novembre

PRIMA CRISI RUSSO/CECENA – Il Soviet Supremo della RSFSR non autorizza il decreto di Elstin, che in questi giorni è all’Assemblea delle Nazioni Unite ed è mediaticamente esposto. L’esercito si ritira dalla base di Khankala.

NEGOZIATI RUSSO/CECENI – Dudaev si dichiara pronto ad aprire un ciclo di negoziati di massimo livello con il governo di Mosca.

CONFLITTI SOCIALI – Il Ministro degli Affari Interni, Umalt Alsultanov, dichiara che la situazione sociale nel Paese è sotto controllo, che i detenuti fuoriusciti dalle colonie penali nei giorni dell’insurrezione sono a disposizione del Comitato Esecutivo, e che una volta rientrato lo stato di emergenza saranno nuovamente ricondotti sotto la custodia delle autorità. Riguardo al loro destino, Alsultanov ventila l’ipotesi di un’amnistia per coloro che parteciperanno alla difesa della Repubblica.  

12 Novembre

CONFLITTI SOCIALI – Mentre i centri detentivi nella repubblica entrano in stato di agitazione, bande armate si approfittano del caos per mettere a segno audaci colpi criminali. Nella notte il Rettore dell’Università Statale viene rapito, ed il Prorettore, accorso sulla scena del rapimento, ferito a morte.

La situazione sociale è incandescente: i lavoratori del servizio telefonico entrano in sciopero, chiedendo alle istituzioni garanzie di sicurezza personale di fronte al continuo aumento della criminalità ed alla presenza perniciosa di bande armate.

POLITICA NAZIONALE – A Grozny il governo nomina Lecha Yahyaev direttore del Servizio Stampa repubblicano. Questi tiene una conferenza stampa nella quale denuncia l’infiltrazione di numerosi agenti del KGB entro i confini della Repubblica, citando l’arresto, appena effettuato, di un ufficiale di quel corpo, Viktor Tolstenev, armato e in abiti civili, nel pieno centro della capitale.

13 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Il Presidente istituisce il COFEC, Comitato per la Gestione Operativa dell’Economia, con lo scopo di gestire la pianificazione economica in attesa della formazione di un governo di unità nazionale. Al suo vertice viene nominato il giovane imprenditore Yaragi Mamodaev.

NEGOZIATI RUSSO/CECENI – Riguardo i negoziati con la Russia, Dudaev dichiara in una conferenza stampa che questi potranno avere luogo soltanto dopo il riconoscimento da parte di Mosca delle istituzioni costituite con le elezioni del 27 Ottobre. Riguardo l’ipotesi di un blocco economico da parte della Russia, Dudaev risponde che la Repubblica Cecena si riserva di attuare le medesime misure coercitive, qualora Mosca decida di procedere sulla via del confronto.

POLITICA NAZIONALE – Viene decretato l’obbligo per gli ex agenti del KGB ceceno di registrarsi presso il Ministero della Difesa entro 24 ore, pena il loro riconoscimento come agenti sovversivi ed il loro conseguente arresto.

PRIMA CRISI RUSSO/CECENA – Il Presidente russo Eltsin licenzia Akhmed Arsanov dalla carica di Rappresentante Presidenziale in Cecenia, in relazione alle “errate informazioni” che hanno portato all’introduzione dello Stato di Emergenza nel Paese. Dudaev si congratula pubblicamente con lui “per un’altra vittoria sulla via della giustizia e della democrazia.”.

Yaragi Mamodaev

14 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Dudaev ritira nelle caserme la Guardia Nazionale, ed invita tutti i cittadini a presentarsi agli uffici preposti per registrare le armi in loro possesso.

Il Parlamento della Repubblica stabilisce valide le leggi in vigore in Cecenia fino al 27 Ottobre scorso, che non violino la Dichiarazione di Indipendenza.

IRREDENTISMO INGUSCIO – In Inguscezia continuano le manifestazioni a favore dei reintegro del Distretto di Prigorodny, in applicazione della Legge sulla Riabilitazione dei Popoli Oppressi.

Il Presidente ceceno Dudaev interviene dichiarando che il problema può essere risolto soltanto con una mediazione tra i popoli del Caucaso, e che la Russia in ogni caso non si sforzerà per garantire agli ingusci il ritorno delle loro terre irredente.

15 Novembre

POLITICA ESTERA – Dudaev incontra delegazioni dalla Georgia e dall’Ossezia del Nord. Dal Kazakistan il Presidente Nursultan Nazarbayev comunica la sua disponibilità a dare supporto al popolo ceceno in nome dell’antica amicizia che lega le due nazioni, maturata durante il periodo dell’Ardakh.

POLITICA NAZIONALE – Uno degli agenti del KGB arrestati nei giorni precedenti, Viktor Tolstenev, viene ritrovato morto con la gola tagliata nell’edificio dei servizi segreti, ora sede del neocostituito Servizio di Sicurezza Nazionale. La situazione nel paese resta tesa, e la Legge Marziale proclamata da Dudaev rimane in vigore.

Un decreto proposto dal Parlamento, nel quale si nominano amministrazioni locali provvisorie in attesa di elezioni amministrative, viene bloccato da Dudaev, il quale sostiene che un simile provvedimento possa portare divisione tra i cittadini. Ad oggi il Parlamento conta 33 deputati su 41, in quanto ancora non si sono svolte le elezioni suppletive per gli 8 posti ancora vacanti.

Il Muftì della Cecenia Magomed Arsanukaev, invia un appello alla popolazione nel quale chiede ai fedeli di non cedere alle passioni e di contribuire a riportare nel Paese un clima di concordia e collaborazione.

Magomed Arsanukaev, Muftì di Cecenia durante la rivoluzione.

16 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Il Presidente del Comitato di Stato per la Gestione dell’Economia, Yaragi Mamodaev, comunica di aver concluso i primi accordi per la fornitura di zucchero alle regioni montane, e di star organizzando il lavoro di immagazzinamento dei raccolti in vista dell’inverno. A margine della dichiarazione, Mamodaev afferma: “Non ci allontaneremo da nessuno, né economicamente, né politicamente”. Quest’ultima frase lascia intendere la possibilità che la crisi politica con la Russia possa ricomporsi in presenza di condizioni favorevoli per la Cecenia.

Anche il Ministro dell’Economia, Taymaz Abubakarov dichiara che la situazione sotto il profilo dell’approvvigionamento invernale è sotto controllo.

CONFLITTI SOCIALI – La situazione sociale permane difficile: una banda armata penetra nella caserma delle truppe del Ministero degli Affari Interni nel sobborgo di Chernorechye, alla periferia di Grozny, saccheggiando numerose attrezzature militari. La caserma era stata da poco abbandonata, lasciando i magazzini incustoditi. Nei giorni seguenti la Guardia Nazionale prenderà il controllo della struttura.

18 Novembre

NEGOZIATI RUSSO/CECENI – Galina Starovoitova, emissario personale di Eltsin, telefona a Dudaev, cercando una sponda per l’apertura di negoziati. Dudaev subordina qualsiasi accordo al parere positivo del Parlamento. Il negoziato si arena.

19 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Nella prima riunione plenaria del Comitato per la Gestione dell’Economia Nazionale, Yaragi Mamodaev dichiara che il blocco economico russo, per quanto non dichiarato, è già in atto, e dai confini con la Federazione non passano più numerose merci. Si dice tuttavia fiducioso nel fatto che il Paese abbia sufficienti riserve per sopportare il blocco, e che le risorse petrolifere a disposizione possano essere una buona merce di scambio per mantenere l’iniziativa economica ed eludere gli effetti nefasti dell’assedio messo in atto dal governo russo.

20 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Bislan Gantemirov, figura di spicco del movimento indipendentista e leader del movimento Via Islamica, viene nominato Sindaco di Grozny.

Bislan Gantamirov, Sindaco di Grozny dal 20 Novembre 1991, passò all’opposizione antidudaevita nel 1993

21 Novembre

PRIMA CRISI RUSSO/CECENA – La legge marziale viene revocata in tutta la Cecenia. Yusup Soslambekov si dimette dalla carica di Ministro della Difesa.

22 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Si tiene a Grozny il primo Congresso Nazionale dei Teip, tramite il quale Dudaev tenta di ricompattare il fronte politico interno, diviso tra i radicali indipendentisti ed i moderati favorevoli al ripristino del vecchio sistema costituzionale.

IRREDENTISMO INGUSCIO – In Inguscezia si tiene un raduno nazionale in vista del Referendum con il quale la piccola repubblica deciderà se aderire o meno alla Federazione Russa.

25 Novembre

MANIFESTAZIONI POLITICHE – L’opposizione ai secessionisti manda in onda una trasmissione televisiva nella quale denuncia le irregolarità del voto del 27 Ottobre e dichiara di non riconoscere l’autorità del nuovo presidente e del nuovo parlamento. Gli autori della trasmissione sono personaggi ben noti nei distretti settentrionali di Naursk e dell’Alto Terek.

26 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Il Parlamento vara la riforma della governance locale, prevedendo la costituzione di consigli locali eletti direttamente ogni tre anni, e consigli distrettuali formati dalle delegazioni dei consigli locali.

Vengono inoltre estesi i poteri di emergenza accordati al Presidente della Repubblica in ragione della difficile situazione interna che il Paese sta affrontando.

Alcuni parlamentari si dichiarano contrari alle nomine dirigenziali fatte da Dudaev, ma il Parlamento non prende alcuna iniziativa, temendo contraccolpi nell’opinione pubblica.

27 Novembre

POLITICA NAZIONALE – Con Decreto Presidenziale Dudaev nazionalizza i presidi militari delle forze armate sovietiche in tutta la Repubblica.

IRREDENTISMO INGUSCIO – Il Consiglio del Popolo di Inguscezia, autorità pro – tempore della piccola repubblica, decreta che il 30 Novembre successivo i cittadini voteranno un referendum nel quale viene chiesto il loro parere circa la costituzione di una repubblica autonoma, federata con la Russia, comprendente l’irredento Distretto di Prigorodny.

Il Parlamento ceceno definisce “Illegale” la proposta del Consiglio del Popolo dell’Inguscezia, in quanto la consultazione si terrebbe anche su territori attualmente rivendicati dalla Repubblica Cecena, non essendo ancora stati definiti i confini tra le due nuove repubbliche. Inoltre i secessionisti considerano fallace la prospettiva di una mediazione da parte della Russia nel conflitto politico per il controllo del Distretto di Prigorodny, sostenendo la posizione dei nazionalisti radicali ingusci, guidati da Isa Kodzoev.

29 Novembre

CONFLITTI SOCIALI – Centinaia di ex detenuti usciti dalle carceri durante la Rivoluzione Cecena manifestano sotto il Palazzo Presidenziale chiedendo l’amnistia e dichiarandosi “vittime del regime comunista”.

Il previsto congresso della popolazione di lingua russa in Cecenia viene annullato, ufficialmente a causa del fatto che i negoziati tra il governo separatista e quello di Mosca non sono ancora ad un livello soddisfacente. Dudaev rassicura tutti i cittadini russofoni che il nuovo governo non attuerà alcuna politica discriminatoria nei loro confronti.

POLITICA NAZIONALE – Il Parlamento, che ad oggi ha prodotto quasi cinquanta provvedimenti legislativi, vota la costituzione del Comitato Investigativo di Stato, riunendo una serie di piccoli uffici una volta autonomi al tempo della RSSA Ceceno – Inguscia.

30 Novembre

IRREDENTISMO INGUSCIO – In Inguscezia si tiene il referendum per la secessione dalla Cecenia e per il suo reintegro nella Federazione Russa insieme al Distretto di Prigorodny. Il 97,4% vota a favore di tale decisione.

4 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – In attuazione della legge parlamentare sull’autogoverno locale, le vecchie istituzioni distrettuali sovietiche vengono smantellate, ed i direttori della autorità locali esautorati.

5 Dicembre

MANIFESTAZIONI POLITICHE – I rappresentanti di venticinque villaggi nel nord della Cecenia dichiarano di non riconoscere come regolari le elezioni del 27 Ottobre, alle quali dichiarano di non aver, di fatto, partecipato. A guidarli c’è il neoeletto Governatore del distretto dell’Alto Terek, Umar Avturkhanov. Gli anti – dudaeviti chiedono lo svolgimento di un referendum sulla falsariga di quanto avvenuto in Inguscezia, e non intendono ubbidire alle decisioni del governo separatista. Squadre armate si organizzano nel Nord del paese, pronte a respingere eventuali interventi della Guardia Nazionale.

NEGOZIATI RUSSO/CECENI – A Grozny, una delegazione di parlamentari russi tenta di aprire un negoziato con Dudaev, ma questi caldeggia loro di rientrare in Russia quanto prima, accusandoli di “provocazione”.

6 Dicembre

CULTURA – Si tiene a Grozny l’esposizione “Arte del Caucaso”, mostra – mercato di opere tradizionali e di lavori dei più stimati pittori, scultori e disegnatori del paese.

7 Dicembre

POLITICA ESTERA – Dudaev garantisce asilo politico all’ex Presidente della DDR Erich Honecker. In una dichiarazione alla stampa il presidente ceceno dichiara il paese disponibile ad accoglierlo, qualora questi decida di espatriare dalla Germania.

8 Dicembre

UNIONE SOVIETICA – A Belavezha i leader di Russia, Bielorussia ed Ucraina dichiarano che l’Unione Sovietica “sta cessando di esistere” e predispongono le prime misure per l’abolizione dell’URSS.

Accordi di Belavezha

9 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – Con Decreto Presidenziale gli uffici della Procura Generale e del Ministero degli Affari Interni vengono diffidati dal trasmettere informazioni all’estero senza autorizzazione. Tale misura è volta ad evitare fughe di informazioni o deliberate mistificazioni della realtà in ordine a favorire la “guerra dell’informazione” che si profila all’orizzonte tra Mosca e Grozny.

10 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – Per evitare una fuga di prodotti calmierati e di generi di prima necessità fuoriescano dalla repubblica tramite speculatori il COFEC impone il blocco delle esportazioni per una grande quantità di articoli, imponendo la licenza governativa per la vendita all’estero delle merci.  La Benzina ed altri prodotti di consumo quotidiano subiscono la calmierazione dei prezzi, in forza della quale tali beni sono venduti ad un prezzo fisso stabilito dal governo.

11 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – Per evitare che la benzina venduta a prezzi calmierati in Cecenia venga contrabbandata a prezzi maggiorati in Russia il COFEC impone un deciso aumento dei prezzi al consumo: da oggi il costo della benzina passa da 1 a 3 (e in alcuni casi da 1 a 4) rubli al litro.

Il Presidente Dudaev emette un decreto nel quale riordina le forze armate e stabilisce un salario per i suoi membri. Viene istituito il Quartier Generale delle Forze Armate, e la Guardia Nazionale ottiene lo status di persona giuridica. Viene ordinata la preparazione di divise ufficiali da presentarsi entro il 15 Gennaio successivo.

Inoltre viene stabilito che le istituzioni culturali e artistiche, siano considerate bene pubblico, e poste “sotto la protezione dello Stato.”

12 Dicembre

UNIONE SOVIETICA – Il Soviet Supremo Russo accoglie gli Accordi di Belavezha firmati da Russia, Bielorussia e Ucraina e ritira i suoi rappresentanti dal Congresso dei Deputati del Popolo.

POLITICA ESTERA – Lo svedese Jak Ewald Konan  ottiene dal Presidente della Repubblica la cittadinanza cecena.

13 Dicembre

CONFEDERAZIONE DEL CAUCASO – Dudaev dichiara la sua disponibilità alla costituzione di una realtà politica pancaucasica nella quale confluiscano in qualità di stati sovrani tutte le repubbliche non russe. Questa dichiarazione suscita la reazione del governo russo, il quale teme che l’indipendenza della Cecenia possa rappresentare il primo passo di un “effetto domino” insurrezionale in tutta la regione.

POLITIZA NAZIONALE – Il Primo Vicepresidente del COFEC, Hussein Marayev, legge una relazione nella quale si parla delle appropriazioni indebite di capitali proventi dalla lavorazione dei prodotti petroliferi, delle quali si sarebbero macchiati i più alti quadri della RSSA Ceceno – Inguscia prima della Rivoluzione Cecena. Il danno erariale calcolato è di 400 milioni di dollari. Dudaev assicura in una conferenza stampa che i colpevoli saranno presto giudicati in tribunale.

Bandiera della Confederazione dei Popoli Montanari del Caucaso

14 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – Dudaev nomina Shamil Beno, imprenditore di origini ceceno – giordane, Ministro degli Esteri, ed Aslanbek Akbulatov, giornalista, Segretario di Stato.

15 Dicembre

CONFLITTI SOCIALI – In tutto il paese si registra un’ondata di crimini violenti. Le unità dipendenti dal Ministero dell’Interno, ridotte alla paralisi dal confronto tra la fazione lealista nei confronti del Ministro Umalt Alsultanov (tornato in carica al posto di Vakha Ibragimov) e la fazione che non riconosce la sua autorità, sembrano impotenti.

Anche il Servizio di Sicurezza Nazionale lamenta l’impossibilità di operare a causa del fatto che elementi della Guardia Nazionale stazionano nell’edificio dell’ex KGB, impedendone l’utilizzo ai funzionari.

16 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – Con il Decreto Presidenziale numero 05 il Presidente Dudaev stabilisce il diritto di tutti i cittadini di possedere armi da fuoco “Nel rispetto delle tradizioni storiche dei Vaynakh, dello stile di vita sociale e dello stile di vita dei popoli della Repubblica Cecena, riconoscendo il diritto inalienabile e naturale dei cittadini all’autodifesa ed alla protezione dalle aggressioni criminali.”

Con Decreto Presidenziale “Sulla razionalizzazione delle attività di impresa commerciale, specializzate nel settore minerario, della produzione e della lavorazione di beni, materie prime e prodotti strategici per la repubblica” Dudaev impone uno stringente iter autorizzativo sull’esportazione di determinati beni e prodotti, in particolare quelli petroliferi, rispetto ai quali si riserva il diritto di autorizzare personalmente il dispacciamento.

Con il Decreto Presidenziale numero 06 “Sulla collaborazione tra gli enti pubblici ed il Rappresentante del Presidente della Repubblica Cecena” il Presidente chiede la collaborazione di enti e dipartimenti di stato nei confronti del suo rappresentante personale, Sultan Nurn Bauddi.

Secondo quanto riferito dal corrispondente ITAR – TASS Sherip Asuev, Parlamento e Presidente si scambiano reciproche critiche riguardo la velocità nello sviluppare il sistema giuridico del nuovo Stato (Costituzione in primis) e nella formazione di un governo politico che goda della fiducia del corpo legislativo.

POLITICA ESTERA – Con un accordo tra il governo ceceno e la compagnia di bandiera Armena l’aeroporto di Grozny diventa Hub passeggeri della compagnia. Il governo ceceno rifornirà di carburante i velivoli e in cambio la flotta aerea civile armena aprirà una linea di trasporto passeggeri.

19 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – In attuazione del blocco delle esportazioni previsto dal Comitato per la Gestione Operativa dell’Economia Nazionale, il pompaggio di prodotti petroliferi dalla Repubblica verso la Russia viene bloccato. La misura è volta principalmente a costringere Mosca ad aprire canali diplomatici ufficiali per il riconoscimento della Repubblica Cecena.

20 Dicembre

ESTERI – In Georgia una frangia dell’esercito mette in atto un colpo di Stato militare ed occupa la capitale, Tbilisi. Il Presidente della Repubblica, Zviad Gamsakhurdia, acceso nazionalista e amico di Dzhokhar Dudaev, fugge dal paese e ripara dapprima in Azerbaijan, poi in Armenia.

POLITICA NAZIONALE – Il Parlamento della Repubblica vara un pacchetto di leggi a tutela della cultura nazionale. In ossequio alla tradizione islamica vengono vietate le autopsie e le sperimentazioni sui corpi dei deceduti (eccezion fatta per quelle disposte dal tribunale) e lo svolgimento dell’attività di ginecologo da parte di professionisti di sesso maschile. Il giorno di riposo settimanale viene spostato da domenica a venerdì, secondo la tradizione religiosa.

Il Presidente Dudaev vara un Decreto nel quale i passaporti sovietici perdono di validità, con la loro progressiva sostituzione ad opera del Ministero degli Affari Interni con documenti ufficiali della Repubblica Cecena, la cui stampa viene prevista entro il 1° Febbraio 1992.

POLITICA ESTERA – In serata Parlamento e Presidente emettono una dichiarazione comune nella quale dichiarano che la Repubblica Cecena è disposta ad entrare in qualsiasi organizzazione interstatale a condizioni di parità con qualsiasi altra nazione. Il riferimento è alla Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), in procinto di nascere sulle ceneri dell’Unione Sovietica. Nessuna delle nazioni partecipanti al nuovo soggetto giuridico risponderà alla dichiarazione.

Combattimenti per le strade di Tbilisi

21 Dicembre

UNIONE SOVIETICA – Con gli accordi di Alma – Ata l’URSS cessa di fatto di esistere. Al suo posto viene istituita la Comunità degli Stati Indipendenti, della quale faranno parte quasi tutte le repubbliche ex sovietiche ad eccezione di quelle baltiche.

POLITICA NAZIONALE – Nel tentativo di aumentare il controllo sulle unità armate, il Presidente assume il comando della Guardia Nazionale e dei reparti armati delle forze dell’ordine operativi nella Repubblica.

In applicazione del suo stesso decreto, Dudaev si reca a registrare la propria arma personale.

23 Dicembre

NEGOZIATI RUSSO/CECENI  -Un tentativo di apertura dei negoziati annunciato pubblicamente dal Presidente del Soviet Supremo russo Yuri Yarov viene sconfessato dalla dirigenza cecena, la quale dichiara di non essere disposta ad aprire trattative fintanto che la Russia non riconoscerà l’indipendenza della Repubblica Cecena inviando ambasciatori ufficiali. In serata il governo invia un gesto di distensione autorizzando nuovamente il pompaggio dei prodotti petroliferi dalle raffinerie cecene in direzione degli snodi russi di Budennovsk, Armavir e Trudovaya.

POLITICA ESTERA – Parlando ad una conferenza stampa sugli eventi occorsi in Georgia e sull’imminente scioglimento dell’URSS, Dudaev dichiara illegittima la pretesa della Russia di ereditare strutture e impianti sovietici sui territori delle altre repubbliche ex – sovietiche, e conferma la disponibilità della Repubblica Cecena a far parte di un nuovo commonwealth a condizioni di parità tra tutti i suoi membri. Rispetto alle imminenti dimissioni di Gorbachev, Dudaev si dice contrario ad una sua destituzione, considerandolo “un vero democratico” ed auspicando ad una sua conferma alla leadership della nuova Comunità degli Stati Indipendenti. In riferimento al colpo di stato appena occorso in Georgia, il Presidente ceceno ha parlato di “forze oscure” che tenterebbero di condizionare la vita politica del paese, dicendosi comunque sicuro che i ceceni sapranno difendere la loro indipendenza da qualsiasi ingerenza esterna.

POLITICA NAZIONALE – Con il Decreto Presidenziale numero 7 il Presidente della Repubblica introduce una stretta sui viaggi all’estero dei funzionari statali, i quali sembrano fare un utilizzo piuttosto “disinvolto” dei fondi di cassa dedicati. Il decreto cita: Vieto categoricamente a tutti i Ministri, ai Direttori delle grandi imprese ed ai rappresentanti delle istituzioni di compiere viaggi di lavoro all’estero senza la mia preventiva autorizzazione. All’arrivo da un viaggio di lavoro essi dovranno inviarmi una segnalazione. Essi dovranno segnalare giornalmente al mio assistente dalle 9 alle 11 via telefono sui risultati ottenuti e sui piani di lavoro per il giorno seguente.”

Con il Decreto numero 8 del Presidente della Repubblica Cecena Sul pagamento degli stipendi dei dipendenti del Ministero dell’Interno e della Procura della Repubblica Dudaev istituisce un fondo specifico finanziato dai bilanci degli enti locali per il sostentamento economico dei due dicasteri.

24 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – Viene promulgata dal Parlamento la Legge sulla Difesa. Vengono istituiti i dipartimenti ufficiali dell’esercito (Guardia Nazionale, Servizio di Frontiera, Truppe Interne, Forze Speciali, Servizio di Lavoro, Riserva) ed introdotta la leva obbligatoria di un anno (per i cittadini con istruzione superiore) e di un anno e mezzo (per coloro che ne sono sprovvisti) per tutti i cittadini tra i 18 ed i 26 anni di età.

Il Parlamento vara anche la “Legge sull’Attività del Parlamento della Repubblica Cecena” con la quale regolamenta il funzionamento dell’assemblea legislativa. La legge contiene anche la legittimazione del “Consiglio degli Anziani” (Il “Mekhk Khel”) deputato al “controllo morale ed alla supervisione delle attività istituzionali”.

25 Dicembre

UNIONE SOVIETICA – A seguito degli accordi di Alma – Ata, Mikhail Gorbachev si dimette da Presidente dell’URSS.

IRREDENTISMO INGUSCIO – Conseguentemente alla volontà manifestata dagli Ingusci di costituire una repubblica autonoma federata con la Russia, il Parlamento ceceno istituisce una Commissione per delimitare i nuovi confini tra Cecenia e Inguscezia. Il tema centrale di questa risistemazione dei confini saranno i distretti di Malgobek e di Sunzha, storicamente appartenenti alla Cecenia ma popolati principalmente da ingusci.

26 Dicembre

POLITICA ESTERA – Il Parlamento promulga una “Dichiarazione di Neutralità” con la quale la Repubblica Cecena ripudia qualsiasi accordo militare di natura aggressiva nei confronti di terzi, riconoscendo lo strumento bellico soltanto come mezzo legittimo di difesa della propria integrità territoriale. La dichiarazione comprende il riconoscimento ufficiale da parte della Repubblica di tutti gli stati costituiti dalle precedenti repubbliche sovietiche, e chiede contestualmente ad ognuna di loro il riconoscimento della Repubblica Cecena.

Relativamente allo stato di guerra civile che regna nella vicina Georgia, il governo ceceno invia una delegazione di parlamentari a proporre una mediazione tra le parti in conflitto. Anche il Presidente Dudaev invia una sua rappresentanza, dichiarando alla stampa che la Cecenia osserverà una rigorosa neutralità. Interrogato sull’argomento, il Ministro della Stampa e dell’Informazione, Movladi Ugudov, dichiara che nessun militante armato è stato inviato dalla Cecenia a supporto di alcuna delle parti. In serata il Ministro degli Esteri Shamil Beno conferma la posizione neutrale della delegazione cecena, dichiarando che sono in corso negoziati per interrompere i combattimenti tra le parti.

POLITICA NAZIONALE – Con il Decreto numero 9 del Presidente della Repubblica Cecena “Sul finanziamento dell’Ufficio del Presidente della Repubblica” l’Ufficio Presidenziale viene finanziato attingendo alle risorse disponibili nel conto corrente bancario a suo tempo dedicato al Consiglio dei Ministri della dissolta ASSR Ceceno – Inguscia.

28 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – Con decreto presidenziale Dudaev cede la proprietà di numerosi appartamenti di edilizia popolare alle famiglie che li occupano, premiando alcune categorie socialmente svantaggiate, come le famiglie numerose, le madri sole, i malati cronici ed i disabili, i lavoratori nel campo dell’arte, della cultura, della medicina e dell’istruzione.

Dzhokhar Dudaev

30 Dicembre

POLITICA NAZIONALE – Nell’ultimo giorno utile dell’anno il Presidente Dudaev vara un pacchetto di decreti volto a garantire la formazione di un governo politico entro il mese di Gennaio, il quale rilevi i compiti dell’attuale governo provvisorio e quelli del Comitato per la Gestione dell’Economia Nazionale. Il primo decreto nomina una Commissione di Stato di Attestazione allo Scopo che si occupi di stilare entro il 15 Gennaio 1992 una lista di persone qualificate da inserire nel Consiglio dei Ministri.

Con un secondo decreto Dudaev interviene sulla pletora di nomine effettuate, spesso frettolosamente, durante il periodo insurrezionale, andando a regolamentare il sistema delle investiture pubbliche. Per effetto del decreto, qualsiasi nomina dirigenziale nel ramo esecutivo dello Stato deve essere preventivamente approvata dal Presidente della Repubblica in persona.

31 Dicembre

POLITICA ESTERA – Di fronte alle accuse di un coinvolgimento indiretto del governo separatista nella guerra civile scoppiata in Georgia, il Presidente della Commissione Esteri del Parlamento, nonché uno dei leader della Confederazione dei Popoli Montanari del Caucaso, Yusup Soslambekov, dichiara pubblicamente che nessun miliziano armato e nessuna arma da guerra sono stati inviati in Georgia a sostegno di alcuna fazione. Soslambekov conferma l’impegno del Parlamento ceceno alla soluzione pacifica del conflitto.

I CINQUEMILA GIORNI DI ICHKERIA – PARTE 4 (Gennaio – agosto 1991)

10 Gennaio

POLITICA NAZIONALE – Il Soviet Supremo Ceceno – Inguscio delibera l’assegnazione delle case popolari costruite su terreni espropriati ai ceceni deportati nel 1944 a coloro che vantavano diritti su di essi o sulle abitazioni stesse prima dell’Ardakhar. Il provvedimento è il primo atto concreto di risarcimento delle vittime del totalitarismo staliniano, e viene salutato con grande apprezzamento dalla stampa locale.

11 Gennaio

CULTURA – Il direttore di una fabbrica di zucchero di Argun istituisce il venerdì come giorno di riposo al posto della domenica “In conformità con la raccomandazione del Congresso del Popolo Ceceno”.

23 Febbraio

MANIFESTAZIONI POLITICHE – Si celebra a Grozny la prima giornata commemorativa delle vittime della deportazione del 1944, il cosiddetto Ardakhar. Per la prima volta ceceni e ingusci possono piangere apertamente i loro parenti scomparsi e ricordare il loro esilio, durato per tredici anni. L’evento è organizzato dalla neonata Associazione degli Intellettuali Ceceno – Ingusci, e vede la partecipazione di storici, professori e giornalisti. All’evento partecipa Doku Zavgaev. Nel suo discorso mette in guardia i ceceni dai pericoli di una degenerazione nazionalista delle contestazioni:  “[…] Oggi capiamo chiaramente che il successo della Perestrojka dipenderà dal fatto che riusciremo o meno a fronteggiare le forze destabilizzanti che seminano l’ostilità tra i popoli. Noi diciamo “no!” all’odio interetnico, diciamo “no!” al separatismo, diciamo “no!” a tutte le forze che cercano di suscitare la rabbia ed il sospetto reciproco tra le persone di diversa nazionalità, noi diciamo “no!” al nazionalismo![…]”.

17 Marzo

UNIONE SOVIETICA – In tutta l’URSS si tiene il Referendum sul mantenimento dell’Unione Sovietica come associazione di repubbliche sovrane. La consultazione vede la vittoria del “SI” con il 77,85%. In Cecenia – Inguscezia i voti favorevoli sono il 75% del totale.

Il testo del quesito referendario sottoposto ai cittadini sovietici il 17 Marzo 1991: “Ritiene necessario preservare l’Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche come una rinnovata federazione di repubbliche sovrane uguali, in di cui sarà pienamente garantita la cittadinanza ai diritti e alle libertà di ogni persona ?”

24 Marzo

IRREDENTISMO INGUSCIO – Boris Eltsin, Presidente del Soviet Supremo della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFSR) si reca a Nazran, dove interviene ad una manifestazione di irredentisti ingusci che chiedono il ritorno del Distretto di Prigorodny all’Inguscezia. Si tratta di una porzione di territorio a suo tempo parte della RSSA Ceceno – Inguscia, la quale fu annessa alla vicina Ossezia del Nord nel 1944 e non fu mai restituita agli antichi abitanti. Eltsin promette il suo appoggio agli ingusci e si offre di organizzare negoziati ufficiali per garantire le loro rivendicazioni.

RIABILITAZIONE DEI POPOLI OPPRESSI – Dopo l’incontro di Nazran, Eltsin si reca a Grozny, dove tiene un colloquio con i rappresentanti dei cosacchi e della minoranza Vaynakh degli Akkin, residente in Daghestan, la quale lamenta il mancato ripristino dei loro diritti sulle terre da questi storicamente abitate, e mai più restituite dalla deportazione del 1944. Doku Zavgaev partecipa agli incontri ed elogia la “saggezza e la panzienza” dei cittadini della repubblica, garantendo la partecipazione della Cecenia – Inguscezia al processo negoziale che porterà alla costituzione di una nuova Unione Sovietica.

Aprile

MOVIMENTI POLITICI – Nasce l’Associazione dell’Intellighenzia della Repubblica Ceceno – Inguscia, organizzazione professionale, sociale e politica che rappresenta il mondo intellettuale. Di orientamento liberaldemocratico, sostiene la creazione di un sistema parlamentare fondato sul multipartitismo. 

7 Aprile

TENSIONI SOCIALI – l’Ataman (“anziano” considerato una sorta di rappresentante) dei Cosacchi del distretto di Sunzha, Podkolzin, viene ucciso a coltellate da un giovane inguscio.

9 Aprile

MOVIMENTI POLITICI – in risposta all’omicidio dell’Ataman dei Cosacchi, cittadini di origine russa si organizzano in un Comitato Etnico. I Cosacchi ceceni manifestano chiedendo al Soviet Supremo Ceceno – Inguscio di garantire la pace sociale di fronte all’avanzare delle frizioni interetniche.

13 Aprile

POLITICA NAZIONALE – In un incontro con i cittadini il Vicepresidente del Soviet Supremo della RSFSR, il professore ceceno Ruslan Khasbulatov, mette in guardia la popolazione dai rischi derivanti da una scissione tra Inguscezia e Cecenia, e raccomanda collaborazione ed unità.

21 Aprile

CONFLITTO OSSETO/INGUSCIO – Scontri tra osseti e ingusci avvengono nel Distretto di Prigorodny. Si contano alcuni feriti.

22 Aprile

CONFLITTO OSSETO/INGUSCIO – Il Soviet Supremo Ceceno – Inguscio condanna gli scontri avvenuti il giorno precedente, ringrazia gli anziani che si stanno occupando di ricomporre il conflitto tra le due parti e raccomanda alla popolazione il rispetto della legge.

25 Aprile

RIABILITAZIONE DEI POPOLI OPPRESSI – Il Soviet Supremo Russo approva la Legge sulla Riabilitazione dei Popoli Oppressi con la quale riconosce ceceni e ingusci come vittime del sistema totalitario sovietico. La legge garantisce il reintegro dei territori sottratti ai popoli oppressi, tra i quali il distretto inguscio di Prigorodny, passato all’Ossezia.

Raduno di irredentisti ingusci a Nazran, 1991

28 Aprile

TENSIONI SOCIALI  – Sparatoria a Troitskaia tra ingusci e cosacchi. Muoiono 3 dei primi e 2 dei secondi. I cosacchi organizzano gruppi di autodifesa. Il Soviet Supremo Ceceno – Inguscio decreta l’invio di unità del Ministero degli Interni per sedare i disordini, nei quali si sono contati, oltre alle vittime, anche 12 feriti.

30 Aprile

TENSIONI SOCIALI – L’intervento delle unità del Ministero degli Interni interrompe gli scontri tra ingusci e cosacchi nel villaggio di Troitskaya. Si contano 8 morti e circa 25 feriti. Il Soviet Supremo Ceceno – Inguscio cancella le celebrazioni previste per il 1 Maggio, mentre Zavgaev condanna i “gli elementi di teppismo insinuati nella politica” invitando i cittadini ad ascoltare la “saggezza dei padri e dei nonni i quali da sempre abitano queste terre in pace ed amicizia”.

4 Maggio

CULTURA – Nel villaggio di Serzhen – Yurt viene ripristinata l’istituzione tradizionale dello Yurt – Khel, il consiglio del villaggio, con il quale le comunità cecene si autogovernavano prima dell’avvento della dominazione russa. Tale istituzione affiancherà quella “formale” di epoca sovietica.

7 Maggio

PARTITO COMUNISTA – L’assemblea del PCUS ceceno – inguscio approva una mozione nella quale si chiara che la repubblica firmerà un nuovo Trattato dell’Unione soltanto a condizioni di parità giuridica con la Russia. In questo modo i comunisti locali interpretano la Dichiarazione di Sovranità come uno strumento per garantire al paese la dignità di Stato sovrano anche se aderente ad un’unione sovranazionale come l’URSS “riformata” che si intende costituire.

14 Maggio

RIABILITAZIONE DEI POPOLI OPPRESSI – Il Soviet Supremo Ceceno  -Inguscio decreta il 26 Aprile, giorno nel quale è entrata in vigore la Legge sulla Riabilitazione dei Popoli Oppressi, festa nazionale.

15 Maggio

POLITICA NAZIONALE – Recependo le istanze del PCUS locale, il Soviet Supremo Ceceno – Inguscio vota una serie di emendamenti costituzionali volti a identificare la Repubblica come uno Stato sovrano. In particolare viene eliminata la definizione “autonoma, socialista e sovietica” dall’identificazione dello Stato, il quale d’ora in avanti si chiamerà Repubblica Ceceno – Inguscia”. Sulla scorta di queste modifiche, il Soviet Supremo Ceceno  – Inguscio rivendica il diritto di negoziare la firma del Trattato dell’Unione con una propria delegazione, indipendente da quella russa.

25 Maggio

RIVOLUZIONE CECENA – Generale Dzhokhar Dudaev, Presidente del Comitato Esecutivo (Ispolkom) del Congresso Nazionale Ceceno, rinominato di recente Congresso Nazionale del Popolo Ceceno (OCKhN), dichiara pubblicamente che a seguito della Dichiarazione di Sovranità promulgata il 27 Novembre precedente il Soviet Supremo ha perduto ogni legittimità, e propone che i poteri esecutivi siano assunti dal Congresso, in quanto assemblea rappresentativa della volontà popolare.

8 – 9 Giugno

RIVOLUZIONE CECENA – Si tiene a Grozny la seconda sessione del Congresso Nazionale Ceceno, ora Congresso Nazionale del Popolo Ceceno (OKChN). Dzhokhar Dudaev viene confermato presidente, e l’assemblea emette una delibera di 23 punti nella quale proclama solennemente la nascita di uno Stato ceceno indipendente, la Repubblica di Nockhchi – cho. Viene inoltre decretata la decadenza del Soviet Supremo Ceceno – Inguscio e l’assunzione dei poteri legislativi ed esecutivi da parte del Congresso. La corrente nazionalista moderata, guidata d Lecha Umkhaev, abbandona l’assemblea in polemica con la linea radicale adottata dai delegati.

Dzhokhar Dudaev parla alla seconda sessione del Congresso Nazionale del Popolo Ceceno, 9 Giugno 1991

12 Giugno

FEDERAZIONE RUSSA – In Russia si tengono le elezioni presidenziali. L’OKChN si dichiara contrario allo svolgimento delle elezioni in Cecenia – Inguscezia, in quanto la Russia, adesso, è uno Stato straniero, ma il Soviet Supremo Ceceno – Inguscio tiene comunque le consultazioni, le quali si svolgono in un clima piuttosto sereno. Boris Eltsin, esponente del movimento Russia Democratica, ha impostato la sua campagna elettorale sull’invito alle repubbliche autonoma a “prendere quanta sovranità riescono ad ingoiare”. Il suo messaggio fa breccia nell’elettorato ceceno e inguscio, il quale lo premia rispettivamente con il 76,7% e oltre l’80%. Eltsin diviene quindi il primo Presidente della Repubblica russo, con il 57% dei voti complessivi.

21  –  22 Giugno

POLITICA NAZIONALE – Avendo perduto il controllo dell’OKChN, Zavgaev tenta di costituire una nuova piattaforma elettorale convocando un Congresso dei Popoli della Montagna a Grozny. Più di 800 delegati, appartenenti a tutte le etnie del paese, convengono su una serie di delibere nelle quali si promette rispetto reciproco tra tutte le componenti sociali del paese e si condannato gli eccessi dei radicali, orientati alla divisione ed allo scontro su base etnica.

5 Luglio

POLITICA NAZIONALE – Zavgaev incontra i rappresentanti di cooperative, imprese e fattorie di Stato, e garantisce pieno appoggio alla nascita della piccola impresa locale.

6 Luglio

CULTURA – Facendo seguito alle richieste di numerosi cittadini di Achkhoy – Martan, le autorità deliberano la ricostruzione dell’antica moschea del villaggio. Demolita nel 1944, la struttura è diventata un magazzino, e sul suo terreno sacro è stato costruito un ristorante. Il Soviet Supremo trasferisce a titolo gratuito il terreno, mentre la popolazione inizia una raccolta fondi per ricostruire l’edificio di preghiera.

10 Luglio

RIVOLUZIONE CECENA – Il Congresso Nazionale del Popolo Ceceno emette una delibera nella quale non riconosce l’autorità né dell’URSS, né della Repubblica Socialista Sovietica Federativa Russa (RSFSR).

per approfondire leggi “Libertà o Morte! Storia della Repubblica Cecena di Ichkeria”, acquistabile QUI)

ASLANBEK ABDULKHADZHIEV: biografia di “BIG ASLANBEK”

Nato a Germenchuck il 12/04/1962

Morto a Shali il 26/08/2002

Lavoratore stagionale, partecipò alla Rivoluzione Cecena, arruolandosi nella nascente Guardia Nazionale. Volontario in Abkhazia tra il 1992 e il 1993, militò nelle Brigate Internazionali della Confederazione dei Popoli dei Caucaso, diventando uomo di fiducia di Shamil Basayev.

Appuntato da Dudaev comandante militare del Distretto di Shali, combattè la I Guerra Cecena al comando di un distaccamento di grosse dimensioni, con il quale partecipò al Raid su Budennovsk (1995) e probabilmente anche al Raid su Klizyar, alla Battaglia del Primo Maggio ed al Raid su Grozny (1996). Uno dei principali comandanti sul campo durante l’Operazione Jihad, dopo la riconquista di Grozny fu comandante militare pro – tempore della città in qualità di Commissario Militare. Per i suoi meriti di guerra fu nominato Generale di Brigata e decorato con l’Onore della Nazione.

Eletto deputato alle elezioni parlamentari del Gennaio 1997, “Big Aslanbek” (nomignolo con il quale era uso distinguersi dal “collega” Generale di Brigata Aslanbek Ismailov, soprannominato “Little Aslanbek”) tentò di conquistare la presidenza dell’assemblea, ma fu superato dal candidato filogovernativo Ruslan Alikhadzhiev. Sostenitore del partito nazional – radicale, fu promotore della “Legge sulla lustrazione” con la quale si intendeva rimuovere dai pubblici uffici tutti coloro che avevano collaborato con il governo filo – russo durante la guerra. I ritardi nell’approvazione di questa legge furono all’origine delle sue dimissioni da deputato, nel 1998.

Presidente della società di stato Chechenkontrakt dal Giugno 1997, allo scoppio della II Guerra Cecena abbandonò gli incarichi civili e costituì un reparto di circa 80 uomini, con il quale combattè durante l’Assedio di Grozny (1999 – 2000) per poi abbandonare la città nel Gennaio 2000 e ripiegare nella gola dell’Argun. Passato alla lotta partigiana, combattè le truppe federali fino al 26/08/2002, quando venne intercettato a Shali e ucciso in uno scontro a fuoco.

Video commemorativo del Generale di Brigata Aslanbek Abdulkhadzhiev
Abdulkhadzhiev a Novogroznensky nel Gennaio del 1996
Abdulkhadzhiev come Commissario Militare di Grozny

per approfondire leggi “Libertà o Morte! Storia della Repubblica Cecena di Ichkeria”, acquistabile QUI)