GLI AMBASCIATORI DI ICHKERIA – quarta parte

LA POLITICA ESTERA DI ASLAN MASKHADOV

1997 – 1999

Convinto di aver archiviato, almeno per il momento, le problematiche interne, il governo ceceno riattivò i contatti con la Russia e programmò una serie di visite internazionali volte ad aprire canali di riconoscimento estero. L’opinione pubblica occidentale aveva simpatizzato per i separatisti durante la guerra, anche se nessun governo aveva mai fatto passi concreti per supportare la Repubblica Cecena di Ichkeria. Le rivendicazioni dei governi dei paesi sviluppati si erano limitate alle violazioni dei diritti umani compiuti dall’esercito federale ed a generiche richieste di interrompere lo stato di guerra. Bill Clinton, allora Presidente degli Stati Uniti, aveva più volte fatto appello ad Eltsin affinché intavolasse negoziati con i separatisti per porre fine ai combattimenti, ma non aveva mai preso seriamente in considerazione la questione politica alla base del conflitto, né aveva mai minacciato sanzioni in cambio del riconoscimento di una Cecenia indipendente. Maskhadov pensò che, ora che la Repubblica Cecena di Ichkeria godeva dell’autogoverno, l’atteggiamento dei governi occidentali avrebbe potuto essere diverso.

Aslan Makhadov posa nell’ufficio presidenziale

A fine luglio Maskhadov si incontrò a Nazran con il nuovo Primo Ministro della Federazione Russa Kirienko. L’incontro non produsse nulla di determinante, ma Kirienko ribadì l’impegno della Russia a partecipare alla ricostruzione del paese. Il primo effetto di questo incontro fu la riapertura di una rotta internazionale dall’aeroporto di Grozny, gestito dalla compagnia privata Ross – Avia. Kirienko promise di trasferire i fondi necessari al completo ripristino dell’aeroporto, pesantemente bombardato durante la guerra. Durante il nuovo round di negoziati Kurin rispose alle critiche rivolte a Mosca dal governo ceceno, secondo le quali i conferimenti promessi sarebbero arrivati in ritardo ed a singhiozzi, impedendone un impiego coerente da parte del governo ceceno. Kurin ripose che non c’era alcun programma credibile di ricostruzione, e che per questo lo stanziamento dei fondi era difficile se non impossibile. Aggiunse anche che la Federazione Russa aveva conferito 800 milioni di rubli al bilancio ceceno tra denaro e rifornimenti di elettricità e gas. 235 milioni di questi erano stati corrisposti in pensioni, 41,3 per il ripristino delle strade. Mosca aveva finanziato la ricostruzione del teatro drammatico e del cementificio di Chiri – Yurt, assegnato 80 abitazioni prefabbricate per i residenti delle aree montane, acquistato attrezzature per il Ministero della Sanità e dell’Istruzione, pagato il trattamento di 1600 malati ceceni nelle cliniche russe, ed il ricovero di 340 bambini. Citò inoltre un decreto del 1° dicembre firmato dal Premier Primakov per lo stanziamento di corposi fondi per il ripristino delle strutture industriali e produttive del paese, la fornitura di macchine agricole e di materiali da costruzione, e la disponibilità di costituire una zona economica “speciale” in Cecenia per attrarvi investimenti. Inoltre confermò l’impegno della Russia a stanziare due miliardi di rubli per l’anno 1999 nel programma di ricostruzione della Cecenia. 

GLI IRRIDUCIBILI “REMANO CONTRO”

Dal canto suo, la Cecenia mancava di una politica e di un atteggiamento coerente verso la Russia. Maskhadov ed i suoi plenipotenziari dichiaravano di voler collaborare con Mosca, ma molti esponenti del suo governo si sperticavano in violente dichiarazioni antirusse. Il Direttore del Servizio di Sicurezza Nazionale Khultygov, fratello del defunto predecessore, in una conferenza stampa a Grozny dichiarò che le autorità russe stavano preparando un’esplosione nucleare sotterranea nella ex base militare di Bamut per provocare un terremoto nel paese. Affermazioni del genere, oltre ad essere assurde, alimentavano la polemica tra le due parti, inficiando il buon esito dei negoziati. Alle dichiarazioni incendiarie dei politici ceceni si aggiungeva la Procura della Repubblica, la quale insisteva nel voler citare la Russia per i crimini di guerra durante il conflitto, inondando il Tribunale Internazionale dell’Aja di richieste di apertura di processi contro generali, colonnelli e soldati semplici dell’esercito federale in un momento nel quale, forse, sarebbe stato il caso di fermarli.

Aslan Maskhadov si avvia a presiedere la prima riunione del Gabinetto dei Ministri

Nel frattempo Maskhadov viaggiava all’estero, tentando di conquistarsi il favore di qualche Ministro degli Esteri. Un primo accordo venne raggiunto con gli Emirati Arabi. Riguardava l’apertura di una rotta aerea con un volo charter di linea, in ordine a favorire i pellegrinaggi dei fedeli ceceni nei luoghi santi dell’Islam.  Ai primi di Agosto Maskhadov iniziò un giro di visite negli Stati Uniti, in occasione della Seconda Conferenza Internazionale dell’Unità Musulmana, alla quale parteciparono le autorità religiose di 25 paesi islamici. La visita fu un successo, e Maskhadov venne accolto con tutti gli onori, venendo addirittura nominato presidente onorario dell’organizzazione. Il 9 agosto, al termine della conferenza, funzionari della Banca Islamica Mondiale firmarono con Maskhadov un accordo di partenariato per aprire una succursale in Cecenia. A latere della Conferenza il presidente ceceno incontrò alcuni funzionari dell’amministrazione Clinton. Il 7 agosto tenne una conferenza stampa a Washington, dichiarandosi pronto a coinvolgere gli Stati Uniti in un negoziato trilaterale con la Russia. Le visite ripresero in ottobre, con la visita di Maskhadov in Polonia per partecipare alla Conferenza Internazionale sui Diritti Umani. La conferenza, le cui cronache furono trasmesse in tutto il mondo, fu un grande risultato politico per Maskhadov, che incassò il voto quasi unanime di una risoluzione nella quale si concordava sula necessità di riconoscere la piena indipendenza della Repubblica Cecena di Ichkeria.  In quell’occasione Maskhadov incontrò il Primo Ministro polacco ed alcuni leader politici e sindacali. A seguito tenne una conferenza stampa nella quale si disse fiducioso di poter costruire la pace con la Russia a partire dal Trattato del maggio 1997.

Maskhadov in posa al termine del Congresso dell’Unità Islamica a Washington, Stati Uniti

Sulla via del ritorno si fermò a Baku per congratularsi con il presidente Aliyev, appena eletto alla carica. Contemporaneamente una delegazione dalla Malesia, dove Maskhadov aveva aperto un ufficio di rappresentanza guidato da suo figlio Anzor, visitò la Cecenia, venendo accolta con tutti gli onori nell’edificio del teatro appena restaurato. Infine il Presidente si recò in Inghilterra. A Londra la delegazione cecena organizzò un ricevimento al quale parteciparono decine di parlamentari della Camera dei Lord e della Camera dei Comuni. Fu un discreto successo, anche se di carattere informale. In particolare fu importante la presenza dell’ex Primo Ministro Margaret Thatcher, che accettò di cenare con Maskhadov. Il suo interesse tuttavia era focalizzato per lo più sulla questione dei rapimenti.  In quei mesi si era verificato il rapimento dei quattro tecnici della Granger Telecom di cui abbiamo già parlato, e durante la cena l’argomento tenne banco praticamente sempre. Vatchagaev, che era presente all’incontro, riporta: “Non importa quale argomento introducesse Maskhadov, lei [La Thatcher, ndr] concludeva dicendo: “Deve ammettere, Signor Presidente, che i cittadini della Gran Bretagna devono essere trovati”. […] Salutandosi, si voltò verso Maskhadov con un sorriso e disse: “Il vostro paese è davvero piccolo, sono sicuro che potete trovarli, Signor Presidente.”

Maskhadov posa a fianco dell’ex Primo Ministro britannico Margaret Thatcher. A destra Khozh .Akhmed Nukhaev, ex Viceprresidente del Gabinetto dei Ministri, all’epoca Consigliere Presidenziale e promotore di un progetto transnazionale volto alla costituzione di un mercato di libero scambio caucasico.
Aslan Maskhadov tiene una conferenza stampa a Londra, 13/03/1998

LE MISSIONI PARLAMENTARI

Anche il Parlamento di seconda convocazione, costituito a seguito delle elezioni del Gennaio – Febbraio 1997, portò avanti una politica estera attiva, volta a presentare la Repubblica Cecena di Ichkeria come uno Stato funzionante e desideroso di aprire canali diplomatici ufficiali con il mondo occidentale. I principali artefici di questa azione furono il Presidente del Parlamento, l’ex comandante di campo Ruslan Alikhadzhiev, ed il Presidente della Commissione parlamentare Affari Esteri, ex Presidente del Parlamento di prima convocazione, Akhyad Idigov. Delegazioni parlamentari visitarono i paesi baltici, dove si intrattennero con alcune tra le massime autorità dei governi locali, raggiunsero la Polonia, l’Ucraina e la Germania. Da quì Alikhadzhiev giunse ad incontrare le autorità della Regione Autonoma italiana del Trentino Alto Adige, intrattenendo colloqui con l’allora governatore Luis Durnwalder.

Da sinistra a destra: il Presidente della Lituania Seimas Vytautas Landsbergis, il Deputato dell’APCE Ernst Muleman, il Deputato del Parlamento della CRI Akhyad Idigov e rla appresentante della CRI in Lituania Aminat Saieva, 20.08.1999
La delegazione parlamentare cecena posa con alcuni alti funzionari della Regione Autonoma del Trentino Alto Adige. Il secondo da sinistra è l’allora governatore della regione, Durnwalder. Ruslan Alikhadziev è il quarto da sinistra.
Delegazione parlamentare della CRI guidata da Akhyad Idigov (vestito in abito nero, a sinistra nella foto) presso il Ministero della Difesa della Lettonia, marzo 1998. A fianco di Idigov siede l’ex Colonnello dell’Esercito di Ichkeria, Deputato e membro della Commissioni affari esteri, Hussein Iskhanov

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