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Il Primo ministro ceceno in esilio Zakayev ha consegnato a Europa Radicale massima onorificenza alla memoria di Antonio Russo

Zakayev: “quanto accade in Ucraina è ennesima tappa del colonialismo russo, iniziato negli anni ’90 da Eltsin. Putin deve essere giudicato all’Aja per i suoi crimini; non per vendetta ma per giustizia”.

Si è tenuto al “Polo del ‘900” di Torino il convegno “Dalla Cecenia all’Ucraina”, in cui è intervenuto anche il primo ministro in esilio della Repubblica cecena di Ickeria, Akhmed Zakayev, per la prima volta a Torino. Insieme a lui lo storico Francesco Benedetti e il giornalista Andrea Braschayko.

Nel suo intervento Zakayev ha ripercorso in modo analitico e preciso tutte le aggressioni militari compiute già negli anni ’90 del secolo scorso dalla Federazione Russa contro gli Stati vicini (Inguscezia, Azerbaigian, Moldova, Cecenia, Georgia); le guerre coloniali russe di Eltsin furono la riproposizione dell’imperialismo sovietico, senza alcuna soluzione di continuità. Putin ha preso il testimone da Eltsin e ha continuato l’opera: seconda guerra cecena, occupazione del 20% della Georgia, occupazione del 20% dell’Ucraina (senza dimenticare il fondamentale appoggio militare al regime siriano del criminale Assad).


Zakayev ha poi ribadito che la Corte Penale Internazionale dell’Aia deve processare Vladimir Putin per i suoi crimini, “non per vendetta ma per impedire a Putin di commettere altri crimini e per impedire ad altri di imitare Putin”. E a proposito di crimini russi, al termine del suo intervento, Zakayev ha consegnato nelle mani di Igor Boni (presidente di Europa Radicale) la piu’ alta onorificenza cecena, assegnata (alla memoria) ad Antonio Russo, giornalista di Radio Radicale, ucciso barbaramente in Georgia nel 2000 mentre stava documentando i crimini russi nella vicina Cecenia.

Igor Boni e Silvja Manzi hanno dichiarato:


“Dobbiamo ringraziare Akhmed Zakayev tre volte. La prima perché, dopo oltre trent’anni di lotta incessante per il diritto alla vita del suo Paese, non ha perso una briciola della sua intelligenza politica e della sua passione civile.
La seconda per i riconoscimenti reiterati all’impegno dei radicali per la difesa dei valori di libertà e democrazia dalla minaccia putiniana.

Ma soprattutto ringraziamo Zakayev per non avere dimenticato Antonio Russo, “un radicale giornalista” (come lo definì Pannella). E questo proprio nel momento in cui Radio Radicale lotta per la propria sopravvivenza, che è la sopravvivenza di un enorme patrimonio di informazione e conoscenza. Consegneremo l’onorificenza alla direzione di Radio Radicale, per arricchire tale patrimonio”.